Crioterapia

crioterapia agropoliLa crioterapia, che cos’è, cosa cura e come funziona

La crioterapia dermatologica (anche criochirurgia e, spesso, soltanto crioterapia) è una metodica, alternativa alla chirurgia, da tempo sfruttata per il trattamento di varie tipologie di affezioni cutanee; come si può intuire dalla terminologia, viene sfruttato il principio del congelamento, infatti, provocando un’ustione da freddo, si possono trattare, con scarsa invasività, svariate lesioni cutanee.

Perché utilizzare la Crioterapia?

In primo luogo perché, con la crioterapia, si evitano cruenti interventi chirurgici e in secondo luogo per l’assenza, in genere, di cicatrici.

Quando utilizzare la Crioterapia?

Le lesioni cutanee trattabili mediante crioterapia dermatologica sono numerose; per alcune di esse, la criochirurgia è la tecnica d’elezione.

Di seguito un elenco delle problematiche cutanee per le quali è possibile ricorrere alla metodica in questione:

  • angioma piano (angioma rubino)
  • cheratosi (varie forme)
  • condilomi acuminati (genitali e anali)
  • discheratosi
  • fibromi penduli di piccole dimensioni
  • lentigo (varie forme)
  • lesioni acneiche (alcune tipologie)
  • lesioni cheloidi
  • lesioni neoplastiche di vario tipo (in alcuni casi selezionati di basalioma, malattia di Bowen e carcinoma spinocellulare, la crioterapia può rappresentare un’opzione di seconda scelta)
  • verruche (volgari, periungueali e plantari)
  • ecc.

Come si esegue una seduta di Crioterapia?

La crioterapia dermatologica può essere effettuata tramite varie tecniche, ovvero la tecnica spray (crioterapia dermatologica a spruzzo), la tecnica dipstick (crioterapia dermatologica con bastoncino) e la cryoprobe (crioterapia dermatologica con sonda).

Quale che sia la tecnica utilizzata, generalmente sono necessarie da una a tre sedute per trattare con efficacia la lesione.

Solo in taluni casi potrebbe rendersi necessaria praticare un’anestesia locale.

Cosa succede e come comportarsi dopo una seduta di crioterapia

Dopo ogni seduta, la zona trattata si arrossa, il paziente, non avvertirà altro che una lieve irritazione e un leggero dolore peraltro di breve durata.

Nei giorni seguenti si formano delle piccole bolle che evolvono poi in croste; sia le bolle che le croste non devono essere alterate o rimosse.

È importante non esporre, la zona interessata dall’intervento, al sole e trattarla con opportune creme antisettiche e riepitelizzanti.

I tempi di guarigione si attestano in un massimo di 10 giorni; dopo poco tempo la cute torna allo stato precedente la lesione, senza la presenza di cicatrici.

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